Festival dei Cinque Sensi: un viaggio tra sapori, arte e memoria

Festival 5 sensi Bisacquino

Bisacquino (PA) – In un’epoca in cui tutto corre veloce, Bisacquino propone di rallentare. Di camminare tra i vicoli senza fretta, di ascoltare il silenzio dei monti, di assaporare un pane fatto in casa, di guardare negli occhi chi quella terra la vive ogni giorno.

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Il Festival dei Cinque Sensi è l’occasione per farlo. Perché la Sicilia, quella vera, si racconta solo a chi sa fermarsi e usare tutti e cinque i sensi. A ospitarlo è Bisacquino, borgo storico noto per le sue tradizioni popolari, la sua fede profonda e per aver dato i natali al celebre regista Frank Capra. Un luogo dove il tempo sembra rallentare per restituire al visitatore l’autenticità perduta.

La prima edizione del Festival – che si inserisce nel progetto “Bisacquino, borgo del cinema e delle arti”, finanziato dal Ministero della Cultura con fondi Pnrr – è più di un evento: è un invito a percepire la Sicilia con tutti i sensi. Un’esperienza multisensoriale dove gusto, vista, udito, tatto e olfatto si intrecciano per raccontare un territorio ricco di storia e umanità.

Tra fede, cultura e paesaggio

Il programma della manifestazione, in scena dal 3 all’11 agosto 2025, abbraccia tutti gli aspetti identitari del borgo. Dalle suggestive celebrazioni religiose al teatro popolare, dalla musica dal vivo alla gastronomia locale, ogni appuntamento è pensato per valorizzare le risorse materiali e immateriali di Bisacquino.

Il programma: spettacoli, sapori e suggestioni

La rassegna si apre il 3 agosto con “Comic 90100”, varietà comico-musicale condotto da Antonio Panzica e Giusina Battaglia (volto noto di “Giusina in cucina”), con un cast d’eccezione che include Manlio Dovì e Manfredi Di Liberto. Un inizio all’insegna dell’ironia e della leggerezza.

Il 4 agosto si prosegue con “Sicilia è fimmina… terra d’amuri e di sapuri”, spettacolo che celebra la Sicilia al femminile attraverso danza, musica e recitazione. Le tarantelle, i costumi, i profumi di una terra antica: tutto in un’unica serata dove la tradizione si fa performance.

Il 6 agosto, l’omaggio a Ennio Morricone con “C’era una volta… la musica”, concerto evocativo della band di Giandomenico Anellino, dove le grandi colonne sonore scorrono tra note e immagini, evocando il legame tra Bisacquino e il cinema, rafforzato dalla memoria di Capra.

Gran finale l’11 agosto con la serata clou del Festival. Dalle 21.00, degustazione dei prodotti tipici del territorio: pani artigianali, conserve, formaggi e dolci della tradizione. A seguire, un percorso sensoriale che condurrà il pubblico attraverso suoni, odori e atmosfere, con la musica del violinista Rares Morarescu, il sax di Nicola Giammarinaro e la chitarra di Carlo Butera. A impreziosire la scena, le danze del fuoco di Giuliana Randazzo e la chiusura festosa con l’orchestra folk di Gino Mandorlino, che farà danzare i presenti sulle note della musica contadina locale.

Un’esperienza per tutti i sensi

«Chi verrà per il Festival scoprirà la bellezza di Bisacquino – spiega il sindaco Tommaso Di Giorgio –. Questo è un borgo vivo, che racconta le sue radici attraverso arte, cibo, spiritualità e accoglienza. Vogliamo che il visitatore si senta parte della nostra comunità, che non sia un semplice turista, ma qualcuno che ascolta la nostra storia e la porta con sé».

Il Festival è stato realizzato con il supporto del partner “Impacta” e rappresenta uno degli esempi più riusciti di rigenerazione culturale legata ai fondi Pnrr. Un modo concreto per valorizzare il turismo esperienziale e il patrimonio delle aree interne.

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