Al Nocera il ruolo di protagonista della cantina Cambria al Vinitaly 2018

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(di Redazione) Tradizione, territorio e tecnologia. In queste tre T si può riassumere il pensiero della cantina Cambria, l’azienda di Furnari, piccolo centro del Nord-Est della Sicilia in provincia di Messina che  punta molto su un vitigno locale e antico: il Nocera.

Il legame tra questi tre elementi, infatti, costituisce il segreto di una storia vinicola di successo, nata nel 1864 e che guarda al futuro con assoluto ottimismo. Nell’azienda Cambria, di generazione in generazione aumentano la passione e l’ambizione di dar vita a vini capaci di rappresentare la vera eccellenza siciliana.

Oggi le redini dell’azienda adagiata sulle verdi colline che godono della protezione benevola del Santuario di Tindari e di un superbo affaccio sull’incanto delle Isole Eolie, sono in mano a Nino Cambria che è mosso da una passione sconfinata per il vino e ha un legame profondissimo con la propria terra.

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un momento della degustazione allo stand della cantina Cambria

La cantina Cambria non poteva mancare al Vinitaly 2018. E la kermesse veronese è stata la perfetta occasione per presentare al panorama enologico sempre più attento e cosmopolita un varietale di tradizione, di storia, di territorio: il Nocera. Vitigno autoctono coltivato sin dall’antichità nel territorio di Furnari, un tempo diffusissimo ed oggi  ridotto a pochi ettari, il Nocera è il fiore all’occhiello dell’azienda vitivinicola Cambria, che l’ha proposto in due sedute d’assaggio di sei vini ciascuna. Al mattino la seduta è stata moderata dalla wine blogger Susana Alonso; nel pomeriggio, invece, è stato Umberto Gambino, giornalista Rai, coordinatore regionale per la Sicilia della guida Vinibuoni d’Italia Touring, sommelier Ais e curatore dei siti Wining e TheWineReporter al pomeriggio. Entrambi i moderatori insieme a Nino Cambria, general manager della cantina e Vito Giovinco, enologo, hanno raccontato il filo rosso intenso che passa dalle bollicine di Nocera in purezza dello spumante metodo classico, ai grandi rossi delle Doc di Furnari, per arrivare all’ultima e gloriosa bottiglia della cantina: Kio, il passito di Nocera in purezza.

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i protagonisti delle degustazioni

Il Nocera, il vitigno autoctono della provincia di Messina legato al vino “Mamertinum”, è stato celebrato sin dagli antichi latini. Nei vigneti della provincia di Messina si possono trovare ceppi molto antichi. Il Nocera fu introdotto a metà ‘800 in Francia, nella Provenza e nel Beaujolais ove fu diffuso con i nomi di “Extrafertile Suquet” e “Barbe du Sultan” (Mas e Pulliat, 1879). Il colore rosso rubino intenso dei vini di Nocera presenta un’inconfondibile riflesso purpureo dato dai cinque punti di colorazione in più che questo vitigno ha rispetto ai grandi rossi. L’elevato contenuto d’alcool e l’alto livello di acidità sono caratteristiche rare da trovare in un’unica bottiglia. Per questo motivo, i vini ottenuti dal Nocera sono un prodotto inimitabile e unico nel loro genere, disponibili solo in edizioni limitate. Ma eccoli i vini che sono stati proposti in degustazione.

Fin che venga, Terre Siciliane Igp, Spumante metodo classico Brut Rosè, 100% Nocera in purezza. Luogo di produzione: Furnari, Tenuta di Masseria;
Masseria, Terre Siciliane Igp, Nocera delle Colline Furnaresi, 70% Nocera, 30% Nerello Mascalese. Furnari, Tenuta di Masseria;
Rosso del Levriero, Nocera Doc, Rosso di Piacere, 50% Nocera, 50% Syrah. Luogo di produzione: Furnari, Tenuta di Cinque Fontane;
Giulio Cesare, Mamertino Rosso Doc, 60% Nero D ’Avola, 40% Nocera. Luogo di produzione: Furnari, Tenuta di Masseria;
Mastronicola, Nocera Doc, Gran Cru delle colline Furnaresi, 100% Nocera in purezza. Luogo di produzione: Furnari, Tenuta di Mastronicola;

Kio, Terre Siciliane Igp, Nocera Passito, 100% Nocera in purezza. Luogo di produzione: Furnari, Tenuta di Mastronicola.

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