Non basta portare un prodotto siciliano in tavola per raccontarne davvero il valore. Bisogna conoscerne la storia, riconoscerne il territorio e, soprattutto, trovare nuovi mercati disposti ad apprezzarlo. È questa la sfida che torna al centro di Sicula Gourmet, manifestazione giunta alla terza edizione e in programma l’8 e 9 agosto a Mirabella Imbaccari, nel cuore del Calatino.
Per due giorni il comune catanese diventa una sorta di laboratorio a cielo aperto dedicato alle produzioni agroalimentari identitarie dell’Isola. Ma il cibo, questa volta, non è soltanto il protagonista delle degustazioni: è il punto di partenza per parlare di impresa, biodiversità, sostenibilità e internazionalizzazione.
Dal Calatino ai mercati internazionali
Organizzata dal Comune di Mirabella Imbaccari con il finanziamento dell’Assessorato regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea – Dipartimento regionale dell’Agricoltura, la manifestazione mette insieme istituzioni, mondo della ricerca, associazioni di settore e operatori della filiera.
L’obiettivo è ambizioso: contribuire alla crescita socio-economica del territorio sostenendo soprattutto le giovani imprese agricole nell’accesso ai mercati internazionali. Un percorso che passa dalle filiere integrate e da pratiche produttive a basso impatto ambientale, in sintonia con i principi del Green Deal europeo e della strategia Farm to Fork.
In questo quadro assume un peso particolare il gemellaggio con Schönaich, nel Baden-Württemberg. Il rapporto con la cittadina tedesca viene infatti interpretato anche come un ponte commerciale verso la Germania, capace di favorire l’incoming e offrire alle produzioni del Calatino nuove opportunità di internazionalizzazione.
Quattro masterclass per conoscere il territorio
La cerimonia inaugurale è fissata per le 11 di sabato 8 agosto. Poi sarà il prodotto a prendere la parola, attraverso quattro masterclass tecnico-scientifiche dedicate ad altrettanti pilastri dell’agroalimentare siciliano: vino, formaggi, olio e grani.
Si comincia con la vitivinicoltura del Calatino, in collaborazione con ONAV Sicilia. A seguire, “Saperi millenari e visioni future” porterà l’attenzione sulle eccellenze lattiero-casearie attraverso degustazioni guidate curate dal consorzio CorFiLaC e da ONAF.
Domenica toccherà all’olio extravergine con “L’oro del Calatino”, dedicata all’analisi organolettica attraverso panel test certificati e alla conduzione scientifica di Apo Catania. Chiuderà il ciclo “I custodi della biodiversità, l’eredità dei grani antichi e il futuro della terra”, un viaggio tra Tumminia, Perciasacchi, Maiorca e Russello realizzato con la collaborazione dell’Università degli Studi di Catania.
Non soltanto degustazione, dunque, ma conoscenza. Perché dietro un bicchiere di vino, una forma di formaggio, un olio o una pagnotta di grano antico c’è un patrimonio agricolo che ha bisogno di essere raccontato con strumenti nuovi.
Quando il cibo diventa networking
Il gusto sarà però anche spettacolo e relazione. “I Sapori prendono Forma” è l’asse narrativo che attraversa gli show cooking e le due cene tematiche affidate a chef locali e studenti dell’Istituto Alberghiero.
Ed è proprio attorno alla tavola che la manifestazione proverà a trasformare la promozione in opportunità concreta. Le cene saranno infatti occasioni di incontro tra produttori, operatori e buyer internazionali. A Mirabella Imbaccari sono attesi almeno cinque buyer specializzati nei comparti Gdo e import/export.
Il coinvolgimento della Federazione Italiana Cuochi – associazione estera Germania e associazione italiana cuochi Germania rafforza ulteriormente questa vocazione internazionale, creando un collegamento tra la cultura gastronomica siciliana e il mercato tedesco.
Pizzo a tombolo e sapori: l’identità passa dalla cultura
Sicula Gourmet non si ferma, infine, alla dimensione agroalimentare. Nel racconto del territorio trova spazio anche la tradizione del pizzo a tombolo di Mirabella Imbaccari, espressione artigianale che affianca quella gastronomica e restituisce un’immagine più completa dell’identità locale.
Alla base dell’intera manifestazione c’è infatti la dieta mediterranea, intesa non semplicemente come modello alimentare, ma come patrimonio culturale e stile di vita sostenibile. Una visione che mette insieme agricoltura, biodiversità, convivialità e tutela del territorio.
E così, tra masterclass, show cooking, degustazioni e incontri professionali, il Calatino prova a giocare la sua partita sul terreno più interessante: quello in cui tradizione e innovazione non sono avversarie, ma strumenti per portare il gusto siciliano oltre i confini dell’Isola.
Le serate saranno completate da degustazioni e intrattenimento musicale, con ingresso libero per il pubblico (qui potete leggere il programma completo). Un modo informale per chiudere una manifestazione che punta invece, nei suoi contenuti professionali, a una questione molto concreta: trasformare la qualità delle produzioni siciliane in maggiore conoscenza, relazioni commerciali e nuove occasioni di mercato.








