Nella città dello Stretto, il pesce spada si cucina “agghiotta”

Ogni anno, da aprile ad ottobre, il pesce spada percorre il braccio di mare che separa la Sicilia dalla Calabria e viene catturato dai pescatori che usano caratteristiche imbarcazioni, chiamate feluche, dotate di una lunga torre per l’avvistamento delle prede e da una lunga passerella da dove avviene l’arpionamento.

L’antica tecnica della pesca dalle feluche con avvistamento è stata ripresa quando le spadare – robuste barche che permettono di spingersi in alto mare e catturare un ingente numero di pesci con l’aiuto di lunghe reti – è stato vietato dall’Unione Europea.

Portato sulle tavole dei messinesi, il pesce spada viene cucinato con un saporito sughetto, in dialetto “ghiotta” o “agghiotta”. Il sugo, perfetto per accompagnare le gustose carni del “piscispata”, si presta benissimo anche per impreziosire svariati tipi di pesci e carni bianche come pollo o coniglio. Provare per credere.

Pesce spada alla messinese

Ingredienti

  • 1 kg di pesce spada a fette
  • 1 cipolla
  • 2 cucchiai di capperi sotto sale
  • 200 gr pomodoro ciliegino
  • 100 gr di olive bianche
  • 1 cucchiaio di mandorle
  • 2 cucchiaio pane grattugiato
  • pepe, olio di oliva extravergine, prezzemolo e sale q.b.

Preparazione

Lavare e tagliare in quattro i pomodori, tagliare la cipolla a fettine sottili, cospargere una teglia con olio e mettere il pesce spada e la cipolla. Porre sopra il pesce i pomodori e i capperi. Mescolare il pangrattato con il prezzemolo e le mandorle affettate e le olive denocciolate e fatte a pezzetti e versare il tutto sul pesce spada, infornare a 200°C per 20-25 minuti, impiattare e versare sul pesce il suo sughetto.

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